Cerco
di creare le condizioni materiali e psicologiche per vivere una vita serena
e felice, in pace con me stesso e mi auguro anche con gli altri.
Perso che quella che viviamo è nell'unica esperienza di
vita cosciente e concreta che abbiamo a disposizione, lascio a chi crede,
di pensare che ce ne sia un'altra trascendente alla presente. Per viverla
felicemente penso che sia utile ispirarsi ad alcuni pochi ma sani principi
filosofici ed etici che permettono di guardare la realtà con positività,
fiducia, allegria e ottimismo, aiutati in questo dal mantenere il giusto
distacco dalle cose e dalle persone, sapendo che tutto è impermanente.
Il pensiero e gli insegnamenti tratti dalle letture filosofiche soprattutto
quelle orientali, mi hanno dato l'opportunità di migliorarmi nel
tempo, di attivare con gli altri rapporti di fiducia, di collaborazione,
mi ha permesso di sviluppare una certa empatia verso gli altri e un atteggiamento
di "compassione" verso tutti gli esseri senzienti e in modo
particolare con coloro a cui la vita risultata più faticosa e sfortunata.
Sono convinto che la nostra vita è il frutto di una serie
di eventi aleatori più o meno fortunati, di combinazioni di elementi
chimici e biologici e ambientali imponderabili, fuori da qualsiasi nostro
controllo.
Ma è anche vero che alcuni fattori possono essere determinati
da noi: la qualità e il valore delle nostre azioni; la coerenza
delle scelte con la nostra coscienza; il far proprio un etica laica della
responsabilità, la valorizzazione e il rispetto dell'uomo chiunque
sia e da dove proviene; la tensione a un continuo personale miglioramento,
la speranza di lasciare un ricordo positivo a coloro che ci hanno conosciuto,
possono essere alcuni comportamenti e tensioni che ci permettono di dare
una direzione alla nostra vita, preparandoci ad affrontare, nel migliore
dei modi le soddisfazioni, le gioie ma anche le difficoltà e le
sfortune che nella vita con certezza possono presentarsi.
Sul lavoro, quello che mi viene offerto cerco di svolgerlo al
meglio delle mie possibilità. Personalmente non misuro le mie soddisfazione
lavorative con la remunerazione economica percepita, ma dal buon esito
dell'attività svolta e dai vantaggi che questa offre al mio committente
e ai soggetti che attorno ad esso usufruiscono delle mie attività.
Forse sono un po’ anarchico, individualista, o meglio “anarchico
logico” definizione attribuita al Dr. House da un gruppo di studenti
di filosofia dell’Università di Torino e fatta mia.